Cdf & governance

I Contratti di Fiume negli strumenti di governance

Il Tavolo Nazionale dei Contratti di Fiume (TNCdF) nasce nel 2007 dal Coordinamento Agende 21 Locali Italiane, nello stesso anno nel quale viene firmato il Trattato di Lisbona, dal quale trae l’assunto che “Le decisioni siano prese nella maniera il più possibile aperta e vicina ai cittadini”. Dal 2007 a oggi intorno al TNCdF si è sviluppata una comunità di “pratica e apprendimento” la cui azione è finalizzata a migliorare la cultura e la gestione dell’acqua e dei territori in Italia. Dal 2007 sono stati realizzati 11° incontri nazionali del TNCdF.

La governance del TNCdF prevede un’Assemblea generale, un Comitato di Pilotaggio e un coordinatore. Il Comitato di Pilotaggio è composto dai referenti del TNCdF presenti nelle regioni e nelle province autonome e da figure di rilievo internazionale e nazionale afferenti a Istituzioni e Associazioni.

Nel 2010 il TNCdF cura e diffonde la Carta Nazionale dei Contratti di fiume  (5° Tavolo Nazionale Milano) con il contributo della Conferenza Stato Regioni, adottata dalla maggioranza delle Regione italiane.

Nel 2014 i CdF entrano nella Strategia Nazionale per i Cambiamenti Climatici del Ministero dell’Ambiente e nel luglio del 2017 nel Piano di Adattamento ai Cambiamenti Climatici (PNACC).

Nel 2015 il TNCDF ha contribuito all’introduzione dei Contratti di Fiume nell’ordinamento giuridico nazionale avvenuto con l’articolo 68 bis, rubricato “Contratti di Fiume”, nel D.Lgs n. 152/2006, a seguito della modifica apportata dal cosiddetto Collegato Ambientale (L. n. 221/2015) e nello stesso anno ha curato le linee guida nazionali per l’attuazione dei CdF. Lo stesso anno con il contributo del Ministero dell’Ambiente e ISPRA cura e diffonde il documento “Definizioni e requisiti di qualità dei CdF” che diventa la base metodologica adottata da tutti i CdF italiani e che pongono la partecipazione delle comunità locali al centro.

Nel 2015 il TNCdF da vita e coordina a scala europea il Participatory European network on Water Governance “Smart Rivers Network” supportato da European Commission, EIP – Water, con l’obiettivo di diffondere i processi di governance partecipativa nella gestione dei bacini fluviali, attraverso il quale il modello dei Contratti di Fiume italiani viene trasferito in Moldavia (Contratti di Fiume allo Specchio: uno scambio di buone pratiche tra Italia e Moldavia).

Nel 2016 i CdF sono introdotti dal Ministero dell’Ambiente nel “Programma di Misure della Strategia Marina italiana”, in attuazione dell’art. 13 della Direttiva Quadro 2008/56/CE, recepita dal D.Lvo 190/2010”.

Nel gennaio 2017 sono inseriti tra gli indicatori di sostenibilità nel documento del Ministero dell’Ambiente “Il posizionamento italiano rispetto ai 17 Obiettivi per lo Sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite”.

Il TNCdF ha partecipato in qualità di membro della Cabina di Regia a #italiasicura, Struttura di missione contro il dissesto idrogeologico e per lo sviluppo delle infrastrutture idriche

Nel 2018 il TNCdF contribuisce alla nascita dell’Osservatorio Nazionale dei Contratti di Fiume (ONCdF) istituito presso il MATTM oggi MASE (di cui al Decreto del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare R.77.08-03-2018) nel quale il TNCdF è membro del Comitato d’Indirizzo. Con l’ONCdF sono stati prodotti 4 Documenti Tecnici che costituiscono una sorta di “cassetta degli attrezzi” per i CdF.

  https://creiamopa.mite.gov.it/index.php/documenti/category/29-l6wp2-strumenti-cdf

I CdF sono stati oggetto di due risoluzioni presentate in Commissione Ambiente della Camera dei Deputati, per sostenerne l’attuazione: RISOLUZIONE N. 8-00271 – 2017 APPROVATA NEL CORSO DELLA XVII LEGISLATURA DALLA COMMISSIONE VIII “interventi sull’attuazione dei contratti di fiume” e RISOLUZIONE IN COMMISSIONE AMBIENTE DELLA CAMERA 7/00555 13 ott. 2020. “aggiornamento e ulteriore rafforzamento dei CdF alla luce dei nuovi programmi comunitari 2021-2027” – approvata all’unanimità.

I CdF sono espressamente menzionati nell’Accordo di Partenariato 2021-2027 dell’Italia, del 15 luglio 2022, approvato con la Decisione di Esecuzione della Commissione C(2022) 4787, tra le forme di governance partecipata: «(…) Saranno valorizzate, inoltre, le iniziative progettuali di tutela ambientale fondate su strumenti partecipativi (ad es. i Contratti di Fiume o altri strumenti volontari) in quanto in grado di responsabilizzare operatori e comunità locali nella corretta gestione delle risorse naturali».

Sono ricompresi in più punti nel testo della SNSvS 2022 (Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile), come anche nel Piano Strategico Nazionale (PSN) della PAC 2023-2027 in vigore dal 01/01/2023 e nelle fasi preparatorie del Piano di Transizione Ecologica (PTE) e della Strategia Nazionale per la Biodiversità 2030.

I CdF sono altresì presenti nell’ambito delle Strategie Regionali Aree Interne (SRAI); la selezione delle «aree strategia» (cd. aree progetto), in alcuni casi è avvenuta ad opera delle Regioni in accordo con il Centro e i territori interessati, sulla base delle forme di partenariato dei Contratti di Fiume. A titolo esemplificativo si l’Area Interna Contratto di Foce Delta del Po; l’Area Interna Valle del Simeto nell’ambito del Contratto di fiume “Patto di Fiume Simeto”. Nel 2023 i PPP dei Contratti di Fiume sono stati oggetto di studio delle Officine Partenariali Sperimentali (progetto dell’Agenzia per la Coesione Territoriale che supporta le Amministrazioni titolari dei Programmi comunitari nella piena attuazione delle pratiche partenariali), attivate in collaborazione con l’ONCdF del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e con il Tavolo Nazionale dei Contratti di Fiume.

Tra il 22 e il 24 marzo il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica a partecipato a New York, nel Quartier Generale delle Nazioni Unite, alla Seconda Conferenza Mondiale sull’Acqua. Tra gli impegni (Commitment) presentati dall’Italia ne è stato presentato uno che riguarda i CONTRATTI DI FIUME.

  Supporting and strengthening the participation of local communities in the integrated management of water resources, flood risk and local development through the River Contracts – RCs (Contratti di Fiume – CdF). | Department of Economic and Social Affairs

Nel 2023 il TNCdF è stato inserito tra i componenti con diritto di voto nel Comitato di Sorveglianza del PN Capacità per la Coesione Assistenza Tecnica 2021-2027, Agenzia per la Coesione Territoriale, Determina Direttoriale 143/2023.

Un Contratto di Fiume (generalmente ci si riferisce al Contratto di Fiume, ma anche di lago, di costa o di acque sotterranee, area umida…) è un accordo volontario, tecnico e finanziario tra i partner pubblici e privati interessati per una gestione globale, concertata e sostenibile su scala di un’unità idrografica coerente. Il CdF è uno strumento rilevante, di programmazione strategica e negoziale, di attuazione delle Direttive Europee. favorendo la territorializzazione delle politiche pubbliche e la partecipazione in forma di governo aperto.

Contratti di Fiume sono sottoscritti da tutti i partner interessati e disponibili a migliorare la gestione dei territori fluviali: ADBD, Regioni, Autorità locali (Comuni), Associazioni, Imprenditori, ecc. Al 2023 i CdF sono presenti in tutte le regioni italiane e si registrano circa 200 processi attivati di cui quasi 80 giunti alla sottoscrizione.