BACINO INTERREGIONALE DEL FIUME MAGRA

Presentazione CdF Magra

Breve presentazione video, illustrata dalla Dott.ssa Stefania Gatti di “Comunità Interattive”, sullo stato di avanzamento del Contratto di Fiume del Magra

Il bacino idrografico del Magra da Autorità di Bacino Interregionale del Fiume Magra

Il Bacino interregionale del Fiume Magra (Unit of Management Magra dell’Autorità di Bacino Distrettuale Appennino Settentrionale) si estende tra Liguria e Toscana (nelle province della Spezia e di Massa Carrara ed in parte residuale nelle province di Genova e di Lucca), confinando a nord con il Piemonte (bacino del Po) e a sud con il Mar Tirreno.

Il Fiume Magra è lungo circa 70 km, ha una superficie di 1.698,5 Kmq ed un perimetro di 238,2 Km. Nasce in territorio toscano e sfocia nel Mar Ligure in territorio spezzino vicino al confine regionale toscano.

Al suo interno vengono identificate 3 Aree Omogenee:

Area Omogenea 1 – il Magra a monte della confluenza del suo maggiore affluente (il Vara) pressoché completamente in Regione Toscana, area anche nota come Lunigiana;

Area Omogenea 2 – il Vara, pressoché completamente in Regione Liguria e in misura molto minore in Regione Toscana, area nota come Val di Vara;

Area Omogenea 3 – il Magra dalla confluenza del Vara alla foce; tale territorio, dell’estensione di circa 150 Kmq ricade pressoché completamente in Regione Liguria e in misura molto minore in Regione Toscana; l’area è anche nota come bassa Val di Magra.

A questo ambito viene accorpato il bacino del Torrente Parmignola.

Il tratto focivo del Magra è l’area più densamente popolata dell’intera asta, ed è quindi quella in cui si concentrano le maggiori situazioni di rischio idraulico, dovute anche al regime spiccatamente torrentizio del corso d’acqua (prolungate magre estive seguite da forti ed improvvise piene).

PROCESSO DI ATTIVAZIONE DEL CONTRATTO DI FIUME MAGRA

La motivazione ad attivare un Contratto di Fiume per il Magra è presente sia nel tratto della Lunigiana che nel tratto focivo.

I principali stakeholder istituzionali promotori del Contratto di Fiume Magra sono:

nella tratta ligure la Regione Liguria, l’Ente Parco Montemarcello Magra ed il Comune di Ameglia;

nella tratta toscana il Consorzio di Bonifica 1 Toscana Nord e il Comune di Mulazzo.

Nel 2015 la Giunta Regionale della Liguria individua la parte fociva del bacino del fiume Magra come territorio su cui avviare il Contratto di fiume e delibera (DGR 756/2015) di dare attuazione al “Contratto del fiume Magra” come mezzo finalizzato a tutelare e valorizzare le risorse idriche e gli ambienti ad esse connessi, nonché come strumento di partecipazione negoziata tra tutti i soggetti coinvolti nella gestione, utilizzo e fruizione della risorsa a livello locale, per la messa a punto di un programma concordato e condiviso.

  • La Regione Liguria definisce nell’allegato “Obiettivi e specifiche tecniche del Contratto di fiume” il proprio ruolo:
      • coordina le proposte e ne dà operatività sul territorio;
      • garantisce il coinvolgimento dei Comuni interessati;
      • garantisce il coinvolgimento di altri soggetti pubblici quali Parco Montemarcello Magra, Autorità di bacino del Magra, Consorzio del canale lunense, Autorità portuale;
      • individua le modalità di partecipazione dei soggetti privati;
      • è operativamente coinvolta nei processi poiché questi concorrono all’attuazione della Pianificazione in essere e fornisce il proprio supporto ai tavoli di lavoro anche attraverso gli uffici competenti.
  • Nel 2016 l’Assessore alle Infrastrutture, Ambiente e Difesa del suolo della Regione Liguria invita numerosi Enti, associazioni locali e privati a inviare contributi ed osservazioni alla “Bozza di Intesa per la definizione del Contratto di Fiume Magra” al fine di indire una riunione per la sua sottoscrizione e l’avvio di un percorso partecipativo. La prima azione identificata e attivata dalla Regione Liguria per il CdF (DGR 1001/2015) è quella di finanziare il Consorzio di Bonifica Canale Lunense per la manutenzione di dispositivi anti rigurgito, di pennelli per il sistema arginale, di tratti di argini.
  • Nel 2018 e nel 2019 il Parco Montemarcello Magra ha in più occasioni pubbliche promosso la attivazione di un Contratto di Fiume come strumento funzionale:
      • alla pulizia dell’alveo rispetto alla presenza di “biomassa secca” e rifiuti;
      • alla revisione del Piano della Nautica;
      • alla costruzione del Parco interregionale Magra, proposta nata dal Consiglio della Regione Toscana, fortemente condivisa e rilanciata sia da Legambiente Toscana e Legambiente Liguria (con la stesura di uno specifico Manifesto), sia dai consiglieri DEM e M5S toscani e liguri.
  • Dal 2018 il Comune di Ameglia promuove la attivazione di un Contratto di Foce limitato ai territori fluviali di Ameglia, Sarzana e Lerici; la attivazione di una governance del fiume viene ritenuta funzionale alla identificazione e classificazione della foce del fiume per superare iter autorizzativi; questa tratta infatti:
      • non è porto fluviale ma potrebbe esserlo;
      • è un parco naturale ma al contempo fortemente antropizzato;
      • ha esigenze di dragaggio per la presenza di importanti attività legate alla cantieristica navale e al diporto turistico.
  • Nel 2019 il Comune di Mulazzo ha partecipato con il progetto “Verso il Contratto di Fiume Magra” al bando regionale per la Promozione di Contratti di Fiume in Toscana trienno 2019-2021, arrivando 13° su 21 proposte in graduatoria.

Sebbene il progetto non sia stato finanziato, dimostra la volontà di un gruppo di stakeholder interessato alla attivazione di un Contratto di Fiume in Lunigiana (in primis il Comune di Mulazzo, l’Unione dei Comuni della Lunigiana e il Consorzio di Bonifica 1 Toscana Nord).

Tra i principali promotori del Contratto di Fiume nelle comunità territoriali, si evidenziano gli operatori della nautica nel tratto focivo, rappresentati dalle associazioni di categoria Confartigianato sezione Nautica e CNA La Spezia.

Lo strumento del Contratto di Fiume è da essi considerato una opportunità per affrontare:

      • le forti problematiche legate alle piene e ai sempre più frequenti fenomeni di insabbiamento dell’alveo fluviale che costringono le imprese a sostenere spese importanti per le operazioni di ripristino e dragaggio, oltre alle difficoltà burocratiche per tali operazioni;
      • il calcolo dei canoni di concessioni tenendo conto dei costi di ripristino e dragaggio sostenuti;
      • le problematiche della direttiva Bolkestein tra le quali la durata delle concessioni in considerazione agli investimenti fatti dagli operatori;
      • il rinnovo del Piano della Nautica e l’attuazione del Pud del Comune di Ameglia: attraverso il Contratto di Fiume si auspicano venga valorizzato il ruolo strategico dei privati nell’attuare le disposizioni di questi due strumenti.